Assicurazione aziendale: se è impresa, è rischio

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Scritto da Pier Paolo Murgioni

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Aprire un’azienda è un’attività che di per sé comporta una certa dose di rischio.

L’incertezza, le insidie e le sfide non possono essere certamente evitate, ma

possono essere mitigate e gestite applicando alla gestione le dovute precauzioni, attraverso una corretta pianificazione, organizzazione e con

un’adeguata assicurazione aziendale che, seppur non evita i danni, perlomeno

li risarcisce senza lasciare grossi strascichi nel continuum aziendale. 

Ma quali sono i rischi che le aziende del nostro tempo affrontano,

e quali le conseguenze che da una scorretta modalità di protezione

possono nascere?

Violazioni dei dati

I rischi Cyber vivono una situazione particolare: la percezione del rischio nelle aziende per questa minaccia è bassissima, mentre i danni e la crescita giorno dopo giorno invece è altissima. 

Non c’è alcuna azienda o settore aziendale che possa ritenersi lontana dal rischio di un danno informatico, quanto le grandi compagnie come le medie e piccole.

È infatti sufficiente avere un collegamento internet con l’esterno per poter divenire soggetti a rischio per le attività fraudolente del crimine digitale, che ormai, come fatturato, ha superato di gran lunga il traffico di droga e armi.

Attaccare un’azienda, rubarle dati più o meno sensibili, utilizzare ricatti informatici, clonare carte di credito e metodi di pagamento digitale sono ormai da individuare come le attività criminali più lucrative. 

Per questo motivo, appare altresì importante un’analisi approfondita dei processi aziendali e degli strumenti a disposizione dei dipendenti nella gestione delle informazioni e delle attrezzature.

Danni alla proprietà

I cambiamenti climatici, le “bombe d’acqua”, le inondazioni ed i fenomeni

catastrofali in genere possono essere situazioni di grande rischio per l’impresa, sia per il danno diretto che può danneggiare beni e strumentazione che per i danni indiretti da interruzione d’attività che, seppur non immediatamente quantificabili, vanno a gravare pesantemente sui bilanci societari.

Una volta verificato il danno, quanto tempo ci vorrà per ripristinare il normale ritmo di vendite? Quali i danni quantificabili da perdita di commesse o clienti?

Questi sono aspetti molto importanti nell’analisi dei rischi di un’impresa, perché non essere adeguatamente protetti internamente o esternamente contri questi danni può significare la fine di un’impresa. 

Solo il 50% dei proprietari di piccole imprese ha un piano scritto di continuità e di assicurazione aziendale e tra i gravi eventi meteorologici e la crescente dipendenza tecnologica e catene di approvvigionamento, i rischi di interruzione dell’attività sono rapidamente crescenti.

Il modo più immediato per proteggersi contro questi danni è un’assicurazione aziendale che tenga conto come elemento prioritario il rapido ripristino della capacità aziendale, con il rimborso dei danni e la possibilità di riprendere nel minor tempo possibile la produzione e la vendita di beni e servizi, e la compensazione per le mancate entrate relative al periodo di inattività. 

Dal punto di vista strettamente organizzativo sarebbe anche auspicabile un piano aziendale da utilizzare in caso di interruzione attività dovuta ad un qualsivoglia danno, in modo da minimizzare i danni collaterali.

Costi del capitale umano e responsabilità

“Dici dipendente dici rischio”. Questo assunto non dipende chiaramente dalle persone in sé, ma dalla normale attività lavorativa che dal punto di vista del rischio è assai compressa.

Indipendentemente dal fatto che un dipendente stia svolgendo un’attività ad alta intensità di lavoro, guidando un veicolo aziendale o interagendo con il pubblico, c’è un rischio per l’azienda.

I corsi sulla sicurezza del lavoro hanno introdotto i protocolli necessari per un corretto comportamento e approccio alla protezione personale e patrimoniale dovuto al rischio insito nell’attività lavorativa. Da un lato si aggiunge per l’azienda anche la effettiva quasi impossibilità di un controllo sistematico di ciascuna attività del lavoratore, dall’altro è necessario che il dipendente stesso sia consapevole che il suo comportamento positivo o negativo sul posto di lavoro possa influenzare enormemente il benessere dell’azienda, sia in senso positivo che negativo.

Dal punto di vista finanziario poi, la gestione del capitale umano può comportare anche altri rischi, come nel caso della necessità di licenziamenti da parte dell’azienda o, viceversa, di un dipendente che decida di cambiare azienda.

Questo comporta il pagamento del TFR e quindi una necessità immediata di

liquidità da parte di un’azienda che, a seconda del periodo storico, può arrecare criticità nella gestione di cassa, con necessità di accendere prestiti presso finanziatori o, in casi estremi, portare alla messa in mora della società.

Le modalità di protezione in questo caso dipendono dalla capacità di gestione del cash flow aziendale, o dall’accensione di strumenti assicurativi e finanziari adatti allo scopo.

Commesse di maggiori dimensioni e complessamente articolate

L’apertura al mondo globale ha messo di fronte molte aziende alla necessità di misurarsi con commesse sempre di maggiori dimensioni, con complessità crescenti, come il lavoro in subappalto, la necessità di spostamenti per prendere lavori fuori regione o all’estero, con tutti gli elementi di rischio che tutto ciò comporta. 

In questi casi il rischio non è spesso facilmente individuabile o standardizzabile, ma è fondamentale un approccio tailor-made al reale insieme di attività e criticità che questo nuovo modo di operare comporta.

Per tutto questo è essenziale una corretta pianificazione ed analisi della tipologia dei progetti su cui l’azienda opera o andrà ad operare nella sua attività imprenditoriale, valutando la capacità di protezione in caso di danni specifici, vincoli contrattuali e indesiderata non prevedibili.

Qual è il rischio più grande?

Non esiste qualcosa che è grande o piccolo in assoluto, ma bisogna sempre intendere la grandezza in modo relativo a qualcosa, in questo caso all’azienda nel suo complesso.

Ogni industria e ogni singola azienda all’interno di un settore affrontano diversi livelli di rischio, sia in termini di probabilità di accadimento di qualcosa che di gravità delle conseguenze.

Tuttavia, ignorare questi rischi non può essere semplicemente un’opzione.

Per quanto un accorto imprenditore possa pianificare, progettare,

analizzare i rischi che la sua attività imprenditoriale corre ogni giorno,

non sarà mai protetto al 100%,

perché una percentuale di rischio non conoscibile, non programmabile,

non prevedibile ci sarà sempre.

Il rischio è insito nello svolgere le attività. 

Appare quindi fondamentale, al fine di mitigare i rischi, un approccio generale e generalista all’azienda in modo da costruire un modello di protezione (assicurazione aziendale) che vada dai normali protocolli di sicurezza sul lavoro, alla tecnologia antintrusione, all’analisi efficiente ed efficace delle coperture assicurative in chiave di sostenibilità operativa e finanziaria.

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