PMI e pandemia: tutelarsi con l’assicurazione aziendale

Scritto da Giulia Gessa

Il tempo scorre veloce tra le vie delle città. Noi possiamo solo adeguarci riempendo l’agenda di impegni incastrati per non perdere il ritmo della frenetica macchina globale. Pazzo, o forse coraggioso, chi si prende il rischio di un respiro in più. Il Coronavirus l’ha fatto per noi, mentre guardavamo increduli ciò che stava succedendo e continuavamo a correre, e poi ci ha obbligati a seguirlo. Il Covid-19 è quel pazzo che ha messo in pausa il mondo.

L’uomo è stato privato dei piaceri e, in alcuni casi, dei doveri.

Tra le altre, una conseguenza della dichiarata pandemia è una domanda continua e pressante su un governo che deve rispondere con lucidità per evitare lo strappo del tessuto economico italiano. Ad essere in bilico sono soprattutto le PMI, ovvero la colonna vertebrale dell’economia nazionale. Le iniziative regionali, l’intervento di Confindustria e il Decreto Cura Italia sono mani tese per aiutare gli imprenditori, inginocchiati da una sospensione forzata della loro attività. Sospensione che non può durare a lungo, che non deve essere sinonimo di chiusura.

Nessuno vuole rimanere a guardare, nessuno vuole sentirsi impotente. Infatti, in prima linea si sono schierate anche le compagnie assicurative con la creazione di nuovi prodotti specifici o con la modifica dei già esistenti. Si sono avvicinate alle persone come individui e come imprenditori per proporre soluzioni.

La polizza Business Interruption è solo un esempio di assicurazione aziendale. È sinonimo di protezione e tutela.

È un mezzo ancora poco diffuso in Italia forse per mancanza di emergenze. L’alternativa, per chi possiede già una polizza sulla propria impresa, può essere l’applicazione di estensioni alle coperture già in corso.

Le azioni sono chiare in ogni caso: le compagnie assicurative danno la possibilità di avere una diaria (indennità giornaliera) che copra le perdite dei mancati guadagni dovute appunto alla sospensione dell’attività o a un ricovero o a problemi di salute; altrimenti si può optare per una somma forfettaria che possa essere utile per coprire le spese dei dipendenti oppure per le spese di riavvio o riapertura.

Anche se rimane impossibile, per ora, fare una stima dei danni finali sicuramente abbiamo già, o possiamo creare, gli strumenti per limitarne la portata. In tutti gli scenari possibili, tra cui anche quelli proposti nel documento “Covid-19: implications for business” redatto dalla McKinsey & Company – società di consulenza manageriale che serve le principali aziende nel mondo, governi e istituzioni – un approccio full risk management si dimostra sempre più importante per contenere gli effetti negativi e fronteggiare le crisi nelle eventuali occasioni future. 

La promessa è di farci trovare preparati!

Giulia Gessa 

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